DMR senza Internet: comunicazioni locali e reti radio realmente autonome.

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Nel radiantismo moderno il DMR viene spesso identificato con talkgroup internazionali, server master, hotspot e reti come BrandMeister. Questa associazione porta talvolta a dimenticare un principio fondamentale: il DMR è prima di tutto un sistema radio.

Può funzionare senza Internet, senza server e perfino senza ripetitore.

Il direct mode

La forma più semplice è il direct mode, cioè la comunicazione diretta tra due apparati.

Come nella fonia analogica simplex, le radio trasmettono e ricevono sulla stessa frequenza. Devono però condividere correttamente alcuni parametri:

  • frequenza;
  • color code;
  • timeslot, quando applicabile;
  • talkgroup o contact ID;
  • criteri di ammissione della ricezione;
  • eventuali impostazioni di privacy.

Lo standard ETSI prevede esplicitamente il funzionamento DMR Tier II sia in modalità diretta tra unità sia mediante stazione base o ripetitore. La DMR Association descrive inoltre il direct mode come una modalità che permette alle radio di comunicare quando si trovano fuori dalla copertura della rete.

Il ripetitore locale isolato

Il secondo livello è rappresentato da un ripetitore DMR non collegato a Internet.

Il ponte riceve su una frequenza e ritrasmette su un’altra, estendendo la copertura sul territorio. Gli utenti locali possono utilizzare talkgroup e timeslot per organizzare le comunicazioni, ma tutto il traffico rimane entro l’area servita dal ripetitore.

Un ponte di questo tipo continua a funzionare durante:

  • interruzione della fibra;
  • guasto del router;
  • indisponibilità del server master;
  • blackout della rete dati;
  • perdita dei collegamenti internazionali.

Naturalmente deve essere dotato di alimentazione di emergenza.

Due timeslot, ma non sempre

Uno dei vantaggi del DMR Tier II è la divisione del canale radio da 12,5 kHz in due timeslot TDMA, permettendo a un ripetitore di gestire due comunicazioni indipendenti sulla stessa portante.

In simplex la disponibilità effettiva dei due timeslot dipende dalle funzioni implementate dagli apparati. Non tutti i portatili supportano nello stesso modo il Dual Capacity Direct Mode. Per una rete interoperabile è quindi preferibile provare concretamente le radio dei diversi produttori.

Una rete locale privata di server esterni

Più ripetitori possono essere collegati attraverso una rete IP locale realizzata con ponti radio, Wi-Fi direzionale, collegamenti in microonde o una rete cablata privata.

L’IP non significa necessariamente Internet.

Una rete composta da tre ripetitori, un router locale e collegamenti radio punto-punto può restare completamente autonoma. Un piccolo server installato nella sede operativa può gestire instradamento e servizi senza inviare traffico all’esterno.

Questo approccio richiede maggiori competenze, ma permette al radioamatore di comprendere realmente il funzionamento della rete, invece di limitarsi a utilizzare un’infrastruttura gestita da altri.

DMR e fonia analogica

In un sistema locale è prudente mantenere anche una capacità analogica. Il digitale offre audio stabile fino alla soglia di decodifica, identificazione degli utenti e gestione dei gruppi. L’analogico è più universale, permette di percepire segnali debolissimi e facilita l’interoperabilità con apparati meno recenti.

La soluzione più robusta non è necessariamente scegliere un solo modo, ma progettare una rete capace di utilizzare quello più adatto alla situazione.

Un possibile piano operativo

Una rete radioamatoriale autonoma potrebbe comprendere:

  • un canale analogico simplex;
  • un canale DMR simplex;
  • un ripetitore locale non interconnesso;
  • batterie e alimentazione di riserva;
  • codeplug standardizzato;
  • elenco cartaceo dei canali;
  • procedure per messaggi prioritari;
  • prove periodiche senza Internet.

Conclusione

Internet espande enormemente le possibilità del DMR, ma non dovrebbe essere considerato indispensabile.

Una rete radio è realmente autonoma quando continua a svolgere la propria funzione anche dopo la perdita dei servizi esterni. Il DMR può farlo, purché venga progettato come sistema radio e non soltanto come terminale di accesso a una rete mondiale.

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