Il choke 1:1: il componente dimenticato che può migliorare davvero una stazione HF.

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Dipolo perfettamente accordato.

ROS 1:1.

Cavo coassiale di ottima qualità.

Ricetrasmettitore moderno.

Eppure quando trasmettiamo:

  • il mouse USB si blocca;
  • le casse del computer parlano;
  • il touch screen della radio impazzisce;
  • il microfono presenta RF;
  • l’alimentatore produce rumore;
  • cambiando posizione al cavo coassiale cambia il ROS.

Problema dell’antenna?

Forse.

Ma molto spesso il vero colpevole è un fenomeno che numerosi radioamatori sottovalutano:

la corrente di modo comune sulla linea coassiale.

Uno dei dispositivi più efficaci per limitarla è il common-mode choke, spesso chiamato:

  • choke 1:1;
  • RF choke;
  • current balun;
  • balun di corrente 1:1.

È un componente apparentemente semplice.

Un pezzo di ferrite e qualche spira di cavo.

Ma dietro quel pezzo di ferrite si nasconde una parte fondamentale della teoria delle linee di trasmissione.


Prima di tutto: come funziona realmente un cavo coassiale?

Un cavo coassiale possiede:

  • conduttore centrale;
  • dielettrico;
  • superficie interna della calza;
  • superficie esterna della calza.

In condizioni ideali la corrente RF che viaggia sul centrale è accompagnata da una corrente uguale e contraria sulla superficie interna della calza.

Possiamo rappresentarla così:

centrale     → I
calza interna ← I

Il campo elettromagnetico rimane principalmente confinato all’interno del cavo.

È il normale modo differenziale.

Ma la superficie esterna della calza è elettromagneticamente un’altra cosa.

Su di essa può scorrere una terza corrente.

La cosiddetta:

corrente di modo comune.


Tre superfici, non due

Questa è una delle idee più importanti.

Il coassiale non deve essere immaginato semplicemente come:

filo centrale + calza.

Dal punto di vista RF abbiamo praticamente:

  1. conduttore centrale;
  2. superficie interna della calza;
  3. superficie esterna della calza.

La corrente desiderata scorre fra 1 e 2.

La corrente indesiderata può scorrere sulla superficie 3.

Quando questo accade il nostro cavo coassiale smette di essere soltanto una linea di trasmissione.

Diventa anche:

parte dell’antenna.


Come nasce la corrente di modo comune?

Un caso classico è il dipolo.

Un dipolo è un’antenna bilanciata.

Il cavo coassiale è invece una linea sbilanciata.

Colleghiamo quindi direttamente:

coassiale → dipolo

e confidiamo che tutto sia perfetto.

Ma al punto di alimentazione una parte della corrente può trovare un percorso lungo l’esterno della calza.

Il cavo inizia a partecipare al sistema radiante.

La quantità dipende da moltissimi fattori:

  • simmetria dell’antenna;
  • posizione del cavo;
  • altezza;
  • vicinanza al terreno;
  • oggetti metallici;
  • percorso della linea;
  • messa a terra;
  • frequenza;
  • lunghezza elettrica del coassiale.

Quali problemi produce?

Le conseguenze possono essere molto diverse.

1. RF nello shack

Il coassiale trasporta RF verso la stazione.

Possibili sintomi:

  • RF sul microfono;
  • audio distorto;
  • computer instabile;
  • touch screen anomalo;
  • USB che si disconnette;
  • Ethernet disturbata.

2. Pattern dell’antenna alterato

Se il cavo irradia, diventa parte dell’antenna.

Il diagramma di radiazione reale non è più quello teorico.

3. Ricezione di rumore

Il fenomeno funziona anche al contrario.

La superficie esterna del coassiale può raccogliere rumori provenienti da:

  • alimentatori;
  • computer;
  • rete elettrica;
  • inverter;
  • elettronica domestica;

e trasportarli verso il punto di alimentazione.

Un buon choke può quindi aiutare anche in ricezione.

4. ROS che cambia muovendo il cavo

È un indizio classico.

Se spostando il coassiale cambia sensibilmente l’impedenza misurata, probabilmente la linea sta partecipando al sistema radiante.


Cos’è realmente un choke 1:1?

Un choke 1:1 deve fare una cosa apparentemente contraddittoria.

Deve presentare:

bassa impedenza al segnale differenziale desiderato

ma:

elevata impedenza alla corrente di modo comune.

Il rapporto 1:1 significa che non vuole trasformare l’impedenza della linea.

Un sistema da 50 Ω deve rimanere, idealmente:

50 Ω → 50 Ω

Il choke serve invece a ostacolare la corrente che tenta di percorrere la superficie esterna del coassiale.


Perché si chiama anche current balun?

Perché tende a forzare una migliore simmetria delle correnti.

Su un dipolo vogliamo idealmente:

braccio A → I

braccio B ← I

senza una terza corrente significativa sul feedline.

Per questo il choke 1:1 viene classificato comunemente come balun di corrente, contrapposto alle architetture di voltage balun.


Choke e balun non sono necessariamente la stessa cosa

Il termine “balun” nasce da:

BALanced → UNbalanced

Ma nel gergo radioamatoriale le denominazioni vengono spesso sovrapposte.

Un choke 1:1 può svolgere la funzione di current balun quando viene posto fra linea sbilanciata e antenna bilanciata.

Ma possiamo utilizzare un common-mode choke anche su sistemi che non hanno nulla a che fare con la trasformazione balanced/unbalanced.

Per esempio:

  • cavo di alimentazione;
  • USB;
  • Ethernet;
  • linea di controllo;
  • cavo rotore;
  • cavo coassiale presso lo shack.

Il principio rimane:

ostacolare il modo comune.


La ferrite

La ferrite è un materiale magnetico ceramico.

Non tutte le ferriti sono uguali.

Esistono materiali progettati per differenti range di frequenza.

Ed è qui che nasce uno degli errori più frequenti:

“Ho comprato un toroide nero, quindi va bene.”

No.

Due toroidi esteriormente identici possono avere caratteristiche RF completamente differenti.

Bisogna conoscere il materiale.


Materiale 31

Uno dei materiali più interessanti per la soppressione del modo comune HF è il Fair-Rite 31.

Fair-Rite lo descrive come materiale MnZn progettato specificamente per applicazioni di soppressione EMI da frequenze molto basse, a partire da circa 1 MHz, fino a centinaia di MHz. La sua permeabilità iniziale dichiarata è circa 1500.

Questo lo rende particolarmente interessante per:

  • 160 metri;
  • 80 metri;
  • 40 metri;
  • diverse applicazioni HF broadband.

Non significa che ogni toroide Mix 31 sia automaticamente ottimale da 1 a 500 MHz con qualsiasi numero di spire.

Significa che il materiale possiede caratteristiche adatte alla soppressione in quell’ampio intervallo; il comportamento del choke completo dipende anche da geometria, dimensione e avvolgimento.


Materiale 43

Il Fair-Rite 43 è un materiale NiZn molto diffuso.

Il produttore lo indica soprattutto per soppressione di EMI condotte fra circa 20 e 250 MHz, oltre che per applicazioni di common-mode choke ad alta frequenza. La permeabilità iniziale dichiarata è circa 800.

Rispetto al Mix 31 tende quindi ad essere particolarmente interessante salendo di frequenza.

Per questo la domanda:

“Meglio 31 o 43?”

non ha una risposta universale.

La domanda corretta è:

“Su quali bande voglio ottenere la maggiore impedenza di modo comune?”


Non scegliamo la ferrite dal colore

Il colore non identifica in maniera affidabile il materiale.

Lo stesso vale per un toroide recuperato da:

  • alimentatore;
  • monitor;
  • vecchio PC;
  • cavo VGA;
  • apparecchio elettronico.

Può essere perfetto per una determinata applicazione e completamente inutile per un’altra.

Per costruire un choke prevedibile è meglio acquistare nuclei con:

  • produttore noto;
  • codice noto;
  • materiale noto;
  • datasheet.

Come lavora il choke?

Facciamo passare il coassiale attraverso il nucleo.

La corrente di modo comune vede un’induttanza e, alle frequenze appropriate, una componente di perdita significativa.

L’impedenza può essere rappresentata come:

Z = R + jX

dove:

R = componente resistiva equivalente

X = componente reattiva.

Per un buon choke broadband di soppressione non ci interessa necessariamente creare soltanto una grande induttanza.

È molto utile anche una consistente componente resistiva alle frequenze interessate, perché l’energia di modo comune viene dissipata anziché semplicemente immagazzinata e restituita.


Perché una ferrite è diversa da una normale bobina?

Una normale bobina d’aria tende ad essere principalmente reattiva fino all’avvicinarsi delle sue risonanze.

Un choke su ferrite può invece presentare una parte resistiva significativa dell’impedenza.

Questo è molto utile per la soppressione broadband.

Il nostro obiettivo non è creare un circuito risonante perfetto.

Vogliamo invece che la corrente indesiderata incontri:

un ostacolo grande su un intervallo di frequenze il più ampio possibile.


Quanta impedenza deve avere?

Non esiste un numero universale.

Più alta è l’impedenza di modo comune rispetto al percorso che la corrente tenterebbe di seguire, più efficace sarà la soppressione.

Nella pratica radioamatoriale si cerca spesso di ottenere alcuni kΩ nelle bande di interesse, anziché poche decine o poche centinaia di ohm.

Il criterio corretto non dovrebbe però essere:

“Deve avere esattamente X ohm.”

Bensì:

“Deve presentare un’impedenza sufficientemente elevata sull’intervallo di frequenze su cui la mia antenna lavora.”


Una spira: attenzione alla definizione

Quando facciamo passare una linea una volta attraverso il foro di un nucleo, abbiamo realizzato una spira dal punto di vista magnetico.

Se facciamo più passaggi:

coassiale → nucleo → ritorno → nucleo → ...

aumentiamo il numero di spire.

In prima approssimazione l’induttanza cresce rapidamente con il numero di spire.

Ma non possiamo continuare indefinitamente.


Più spire non significa sempre meglio

Questa è un’altra convinzione sbagliata.

Aggiungendo spire aumentano:

  • induttanza;
  • capacità parassita;
  • accoppiamenti;
  • possibilità di risonanza.

A frequenze sufficientemente elevate il choke può superare la propria risonanza e diventare molto meno efficace.

Di conseguenza:

un choke da 15 spire non è automaticamente migliore di uno da 8.

Dipende dalla frequenza.

Un avvolgimento ottimo sugli 80 metri potrebbe non esserlo sui 10 metri.


Choke broadband e choke monobanda

Possiamo progettare due filosofie differenti.

Broadband

Obiettivo:

  • 80;
  • 40;
  • 20;
  • 15;
  • 10 metri,

con prestazioni ragionevoli su tutte.

È tipico di una stazione multibanda.

Ottimizzato

Se utilizziamo una monobanda sui 40 metri, possiamo progettare il choke appositamente per:

7 MHz.

Potremo così cercare la massima impedenza proprio nella zona desiderata.


Choke con coassiale avvolto sul toroide

Una configurazione classica utilizza:

  • toroide;
  • cavo coassiale sottile;
  • connettori.

Per esempio:

SO-239
  |
coassiale
  |

[toroide con N spire]

| coassiale | SO-239

L’intero cavo attraversa la ferrite.

Per la corrente differenziale, le correnti centrale/calza interna producono campi che idealmente si compensano nel nucleo.

La corrente di modo comune sull’esterno della calza, invece, non è compensata e “vede” il nucleo.

Questa è la bellezza del principio.


Quale cavo utilizzare?

Dipende soprattutto dalla potenza e dallo spazio nel nucleo.

Possiamo utilizzare:

  • RG-316;
  • RG-58;
  • RG-400;
  • altri coassiali adatti.

Per potenze significative e applicazioni impegnative occorre prestare attenzione a:

  • tensione RF;
  • corrente;
  • temperatura;
  • isolamento;
  • raggio di curvatura.

Non schiacciamo mai brutalmente un coassiale grosso attraverso un toroide troppo piccolo.

Modificare la geometria interna del coassiale può modificare la sua impedenza caratteristica.


Choke realizzato con più nuclei

Quando serve maggiore impedenza o maggiore capacità di dissipazione è possibile utilizzare:

più nuclei.

Per esempio nuclei impilati.

Questo può essere particolarmente utile per:

  • bande basse;
  • alte potenze;
  • sistemi broadband.

Due nuclei correttamente utilizzati non sono semplicemente una questione estetica: aumentano il volume di ferrite disponibile e modificano le caratteristiche del componente.


Ferriti clamp-on

Un’alternativa comodissima è costituita dai nuclei apribili:

snap-on ferrite.

Fair-Rite produce, fra l’altro, componenti di soppressione per cavi proprio nei materiali destinati alle EMI, incluso Mix 31.

Il vantaggio è evidente.

Non dobbiamo:

  • tagliare il cavo;
  • smontare il connettore;
  • costruire una scatola.

Possiamo applicare le ferriti direttamente sul cavo.


Una ferrite sola spesso serve a poco

Un singolo passaggio attraverso un piccolo clamp può produrre un’impedenza insufficiente in HF.

In questi casi possiamo:

  • aumentare il numero di nuclei;
  • aumentare il numero di passaggi;
  • scegliere materiale differente;
  • utilizzare un nucleo più grande.

Il datasheet del produttore diventa fondamentale.


Dove mettere il choke?

Dipende dal problema.

Alla base del dipolo

È probabilmente la posizione più classica:

DIPOLO
  |
CHOKE
  |
COASSIALE
  |
RADIO

Blocchiamo la corrente prima che imbocchi la linea.

Alla base di una verticale

Può impedire al feedline di trasformarsi in un ulteriore radiale indesiderato.

All’ingresso dello shack

Un secondo choke può limitare RF residua che tenta di entrare nella stazione.

Sulla linea di un’antenna remota

Può ridurre anche il rumore raccolto lungo il percorso esterno del coassiale.


Uno oppure due choke?

In alcuni sistemi un solo choke al feedpoint è sufficiente.

In altri può essere utile:

  • uno al punto di alimentazione;
  • uno vicino all’ingresso dello shack.

Ma non bisogna utilizzare ferriti casualmente come se fossero medicinali.

Prima bisogna capire:

dove scorre la corrente indesiderata?


Il choke può migliorare il ROS?

Sì e no.

Il choke non è un accordatore.

Non dovrebbe essere installato per trasformare deliberatamente un’antenna da 100 Ω in 50 Ω.

Ma se il coassiale stava partecipando all’antenna, bloccando il modo comune cambiamo il sistema reale.

Pertanto il ROS misurato può cambiare.

Questo non significa che il choke “accordi”.

Significa che prima stavamo misurando:

antenna + feedline radiante

e dopo:

un sistema più vicino all’antenna che volevamo realmente costruire.


“Ma ho ROS 1:1, quindi non mi serve”

Falso.

Il ROS indica l’adattamento visto dalla linea.

Non indica automaticamente:

  • assenza di common mode;
  • efficienza dell’antenna;
  • pattern corretto;
  • assenza di RF nello shack.

Un sistema può avere:

SWR 1:1

e contemporaneamente una notevole corrente sulla superficie esterna della calza.


Il choke non sostituisce una buona antenna

Un choke non risolve:

  • antenna progettata male;
  • connessioni ossidate;
  • cavo guasto;
  • massa RF problematica;
  • tuner mal configurato;
  • antenna troppo vicina a strutture metalliche;
  • RFI generata localmente.

È uno strumento specifico contro le correnti di modo comune.


Il famoso “coax arrotolato”

Per anni molti radioamatori hanno costruito choke semplicemente creando:

6-10 spire di RG-213 su un tubo di PVC.

È il cosiddetto air-core coax choke.

Può funzionare.

Ma presenta un problema fondamentale:

è molto più risonante e frequenza-dipendente.

La capacità fra le spire può produrre comportamenti imprevedibili fuori dalla banda di progetto.

Un choke su ferrite correttamente progettato può offrire una risposta broadband più controllabile.


Come misurare un choke con il NanoVNA

Ed eccoci alla parte più interessante.

Invece di fidarci di:

“otto spire perché l’ha scritto qualcuno su Internet”

possiamo misurare il componente.

Un VNA permette di caratterizzare l’impedenza del choke in funzione della frequenza.

L’obiettivo è ottenere una curva:

impedenza
   ^
   |                 ______
   |              __/      \__
   |          ___/
   |_________/
   +--------------------------> frequenza

Vogliamo che l’impedenza sia elevata nelle bande utilizzate.


Metodo concettuale

Il dispositivo da misurare deve essere presentato al VNA in modo che lo strumento veda il percorso di modo comune, non semplicemente i 50 Ω differenziali del coassiale.

Per questo la misura del common-mode choke non va eseguita semplicemente collegando il NanoVNA alle due estremità del cavo come se stessimo misurando una normale linea coassiale.

Occorre costruire un fixture appropriato che tratti centrale e calza come un unico conduttore per il modo comune o utilizzare tecniche di misura previste per l’impedenza del componente.

La qualità del fixture diventa particolarmente importante salendo di frequenza.


Cosa dobbiamo osservare?

Non solo il valore assoluto di |Z|.

Idealmente vogliamo conoscere:

R

e:

X.

L’impedenza complessa è:

Z = R + jX

Un choke che presenta, per esempio:

Z = 3000 + j100 Ω

si comporta in maniera molto diversa da uno con:

Z = 100 + j3000 Ω

anche se il modulo può risultare simile.

Per soppressione broadband una componente resistiva importante può essere particolarmente vantaggiosa.


Attenzione alla potenza

Il NanoVNA misura il choke con livelli di segnale piccolissimi.

In trasmissione la situazione è differente.

Se circola una forte corrente di modo comune, parte dell’energia viene dissipata nella ferrite.

Il nucleo può scaldarsi.

Se scalda molto abbiamo un’informazione importante:

stiamo dissipando RF significativa nel choke.

Con alta potenza occorrono quindi:

  • ferriti dimensionate;
  • cavo adeguato;
  • volume di materiale sufficiente;
  • margine termico.

Perché il choke può scaldare anche con SWR basso?

Perché ROS e corrente di modo comune sono due fenomeni differenti.

Possiamo avere una linea differenzialmente ben adattata ma una forte corrente sulla superficie esterna.

Il choke la incontra e ne dissipa una parte.


Ricezione: il vantaggio spesso ignorato

Uno dei motivi principali per cui vale la pena sperimentare con common-mode choke anche su una stazione apparentemente senza problemi in TX è il rumore.

Pensiamo a un coassiale che attraversa:

  • shack;
  • computer;
  • switch Ethernet;
  • alimentatori;
  • TV;
  • impianto elettrico.

La superficie esterna può raccogliere RFI.

Una volta arrivata all’antenna, questa corrente può accoppiarsi al circuito differenziale ricevuto.

Un choke ben posizionato può interrompere questo percorso.

Il risultato può essere una diminuzione del noise floor.

Non sempre accade.

Ma quando la causa del rumore è realmente il modo comune, la differenza può essere sorprendente.


Un semplice esperimento

Sintonizziamoci su una frequenza HF libera e annotiamo:

noise floor prima.

Installiamo temporaneamente un choke in prossimità del punto di alimentazione.

Misuriamo:

noise floor dopo.

Poi proviamo vicino allo shack.

Se notiamo miglioramenti importanti possiamo cominciare a ricostruire il percorso delle correnti indesiderate.

Questo è molto più utile che applicare ferriti casualmente a qualsiasi cavo.


Dipolo: configurazione consigliata

Per un classico dipolo centrale:

     braccio                 braccio
--------/-----------------------\--------
                |
             CHOKE 1:1
                |
             COASSIALE
                |
              RADIO

Il choke va installato idealmente vicino al feedpoint.

In questo modo impediamo alla corrente indesiderata di partire lungo la linea.


EFHW: situazione differente

Le End Fed Half Wave sono particolarmente interessanti dal punto di vista del modo comune.

In una EFHW normalmente utilizziamo un trasformatore di impedenza elevato, spesso con rapporto dell’ordine di 49:1.

Il sistema necessita comunque di un percorso di ritorno RF.

Se non viene definito chiaramente attraverso contrappeso o configurazione progettata, il coassiale può assumere quel ruolo.

Inserire un choke in una posizione completamente casuale può quindi modificare significativamente il funzionamento dell’antenna.

Con le end-fed bisogna ragionare sul sistema completo:

  • trasformatore;
  • contrappeso;
  • feedline;
  • choke;
  • terra;
  • posizione.

Non semplicemente aggiungere una ferrite al connettore.


Verticali

Anche una verticale può sviluppare common mode.

Se il sistema di radiali è insufficiente, il coassiale rappresenta un percorso RF estremamente invitante.

Il feedline può diventare:

un radiale involontario.

Un choke vicino al feedpoint aiuta a separare:

antenna

da:

linea di alimentazione.

Ma deve esistere un sistema di ritorno RF corretto.

Altrimenti stiamo semplicemente togliendo all’antenna il percorso che, per quanto indesiderato, stava utilizzando.


RFI nello shack: procedura pratica

Se durante la trasmissione compaiono problemi:

1. Ridurre la potenza

Trasmettiamo a pochi watt.

2. Aumentare gradualmente

Osserviamo a quale livello nasce il problema.

3. Cambiare banda

Il disturbo appare:

  • su tutte?
  • solo 40 m?
  • solo 20 m?

4. Installare choke al feedpoint

Verificare nuovamente.

5. Trattare i cavi dello shack

Se necessario:

  • USB;
  • Ethernet;
  • alimentazione;
  • audio;
  • CAT.

Le ferriti sui cavi dello shack trattano però un effetto locale.

Il choke al feedpoint cerca invece di impedire che una parte del problema nasca.


Materiale 31 o 43 in una stazione HF?

Come regola qualitativa:

Mix 31

Particolarmente interessante quando vogliamo coprire bene le HF, comprese le bande più basse. Fair-Rite lo destina alla soppressione EMI già da circa 1 MHz.

Mix 43

Molto diffuso, con particolare efficacia indicata dal produttore a frequenze più alte, soprattutto nell’area 20-250 MHz per la soppressione EMI.

Non significa:

31 = HF e 43 = VHF, fine.

Le curve reali si sovrappongono e dipendono fortemente dal componente.

La scelta corretta richiede:

  1. banda di utilizzo;
  2. nucleo specifico;
  3. numero di spire;
  4. datasheet;
  5. possibilmente misura.

La vera regola: misurare

Uno degli enormi vantaggi del radioamatore moderno è la disponibilità di strumenti che una volta costavano migliaia di euro.

Oggi possiamo acquistare un NanoVNA e smettere di dire:

“Dovrebbe funzionare.”

Possiamo verificare.

Costruiamo:

  • 6 spire;
  • 8 spire;
  • 10 spire;

e confrontiamo.

Magari scopriremo che:

6 spire

sono migliori sui 10 metri,

mentre:

10 spire

sono molto migliori sugli 80 metri.

Questa è sperimentazione radioamatoriale.


Errori più comuni

Ferrite sconosciuta

“È un toroide nero” non è una specifica tecnica.

Troppe spire

Non sempre aumentano le prestazioni.

Choke lontano dal problema

Se vogliamo impedire al feedline di irradiare, il punto più logico è generalmente il feedpoint.

Cavo troppo piegato

Non maltrattiamo il coassiale.

Nucleo troppo piccolo

Può scaldare o rendere impossibile un avvolgimento corretto.

Confondere ROS con common mode

Sono grandezze differenti.

Comprare il choke “da 3 kW” senza curve

La potenza massima stampata sull’etichetta dice molto meno della curva di impedenza sulle nostre bande.


Il choke ideale

Il choke ideale dovrebbe avere:

  • elevata impedenza di modo comune;
  • intervallo di frequenza adeguato;
  • perdite differenziali minime;
  • bassa capacità parassita;
  • buona gestione termica;
  • isolamento adeguato;
  • robustezza meccanica.

E soprattutto:

deve essere progettato per la nostra antenna e per le nostre bande.


Vale davvero la pena?

Sì.

Fra tutti gli accessori che possiamo aggiungere a una stazione HF, un buon common-mode choke possiede un rapporto:

costo / beneficio

estremamente elevato.

Può contribuire a:

  • rendere più prevedibile l’antenna;
  • ridurre RF nello shack;
  • ridurre problemi elettronici;
  • diminuire rumore ricevuto;
  • stabilizzare il comportamento della linea;
  • migliorare la simmetria di un dipolo.

Non aumenta magicamente i dB di guadagno.

Non trasforma un’antenna mediocre in una direttiva.

Ma impedisce a una parte della stazione che non dovrebbe essere antenna di comportarsi come tale.


Conclusioni

Il common-mode choke 1:1 è uno di quei componenti che sembrano banali fino a quando non si comprende realmente ciò che fanno le correnti RF.

Un cavo coassiale non è automaticamente immune dalle correnti esterne.

Un ROS perfetto non dimostra l’assenza di common mode.

Una ferrite qualunque non è automaticamente un choke.

E un maggior numero di spire non significa automaticamente prestazioni migliori.

Il metodo corretto è:

capire → progettare → costruire → misurare → confrontare.

Con un nucleo di ferrite noto, qualche decina di centimetri di cavo e un NanoVNA possiamo realizzare un componente che spesso risolve problemi per i quali avremmo inutilmente cambiato:

  • radio;
  • antenna;
  • alimentatore;
  • microfono;
  • computer.

Ed è un ottimo esempio di come, anche nell’era delle radio SDR e dei display touch, alcuni dei miglioramenti più importanti possano ancora nascere da un pezzo di ferrite e qualche spira di filo.


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