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Waterfall.
Mouse.
Scheda audio.
DSP.
Computer.
Quando oggi pensiamo a un modo digitale radioamatoriale immaginiamo inevitabilmente un software.
Ma molti decenni prima che un computer entrasse in uno shack esisteva già un sistema che permetteva a due stazioni radio di scriversi direttamente attraverso l’etere.
Era la radiotelescrivente.
In inglese:
Radio TeleTYpe
da cui:
RTTY
È uno dei modi digitali più antichi ancora utilizzati regolarmente dai radioamatori.
E la cosa sorprendente è che il principio fondamentale è rimasto praticamente immutato.
Due frequenze.
Una rappresenta:
MARK
l’altra:
SPACE.
Combinando correttamente questi due stati possiamo trasmettere:
- lettere;
- numeri;
- punteggiatura;
- messaggi.
Oggi non ascoltiamo più il rumore assordante delle telescriventi meccaniche.
Un computer e una scheda audio svolgono praticamente tutto il lavoro.
Ma il segnale RF che esce dall’antenna continua a seguire una filosofia nata molti decenni fa.
ARRL descrive ancora oggi RTTY come il modo keyboard-to-keyboard originale, normalmente basato sul codice Baudot a 5 bit e, nell’uso radioamatoriale classico, su uno shift FSK di 170 Hz a 45,45 baud.
Prima dei computer c’erano le telescriventi
Per capire il fascino della RTTY dobbiamo tornare indietro nel tempo.
Le telecomunicazioni testuali a distanza venivano realizzate utilizzando macchine elettromeccaniche:
teleprinter / teletypewriter / telescriventi.
La tastiera permetteva all’operatore di digitare.
Dall’altra parte una macchina stampava fisicamente il messaggio su carta.
Quando queste apparecchiature furono collegate a sistemi radio nacque la radiotelescrivente.
Il segnale non trasportava una voce.
Trasportava caratteri.
Possiamo considerarla una sorta di antenata estremamente remota della messaggistica digitale moderna.
La RTTY è veramente digitale?
Assolutamente sì.
L’informazione trasmessa possiede stati discreti.
Nel sistema RTTY classico abbiamo fondamentalmente due condizioni:
MARK
e
SPACE.
Possiamo concettualmente associarle a:
1
e
0.
ARRL spiega il principio proprio in questi termini: invece di accendere e spegnere semplicemente il segnale, RTTY sposta la frequenza fra due valori, uno utilizzato per mark e uno per space.
Frequency Shift Keying
Questa tecnica prende il nome di:
FSK — Frequency Shift Keying.
Immaginiamo:
MARK = frequenza A
SPACE = frequenza B
Durante la trasmissione il nostro apparato passa rapidamente fra le due frequenze.
Se osserviamo un segnale RTTY sul waterfall vediamo quindi due linee parallele.
Una è mark.
L’altra è space.
Lo shift
La distanza fra le due frequenze prende il nome di:
shift.
Nell’RTTY radioamatoriale HF il valore classico è:
170 Hz.
Quindi, per esempio, potremmo avere:
MARK → 14.085.170 Hz
SPACE → 14.085.000 Hz
La differenza è:
170 Hz.
Il valore assoluto dipende naturalmente dalla sintonia e dalla modalità utilizzata.
IARU Region 1 continua a indicare 45,45 bit/s e 170 Hz come riferimenti tradizionali per la RTTY.
MARK è normalmente la frequenza più alta
Nello standard RTTY convenzionale la condizione mark viene trasmessa sulla frequenza più alta rispetto allo space.
Questo dettaglio diventa importante quando compare il problema:
normal / reverse.
Se invertiamo mark e space, il decoder può mostrare caratteri apparentemente casuali.
Molti software possiedono quindi un comando:
REV
che inverte istantaneamente le due polarità.
Baud non significa necessariamente bit/s
Uno dei termini più famosi della RTTY è:
45,45 baud.
Il baud misura il numero di simboli trasmessi ogni secondo.
Nella RTTY binaria classica ogni simbolo possiede due possibili stati, quindi baud e bit/s possono numericamente coincidere.
Ma concettualmente sono due grandezze differenti.
In modulazioni più sofisticate un singolo simbolo può rappresentare più bit.
Perché proprio 45,45 baud?
È un’eredità storica delle telescriventi.
La velocità tradizionale nordamericana permetteva circa:
60 parole al minuto
nelle condizioni tipiche.
Non è veloce rispetto ai moderni sistemi digitali.
Ma immaginate che cosa significasse poter scrivere da un continente all’altro molti decenni prima di Internet.
Il codice Baudot
Per rappresentare i caratteri, la RTTY tradizionale utilizza un codice a:
5 bit
comunemente chiamato Baudot, più precisamente associato alle evoluzioni ITA2/CCITT No.2.
Con 5 bit possiamo ottenere:
2⁵ = 32 combinazioni.
Ma 32 combinazioni non bastano per rappresentare contemporaneamente:
- 26 lettere;
- 10 numeri;
- punteggiatura;
- comandi.
Come hanno risolto il problema?
Con un’idea ingegnosa.
LTRS e FIGS
Alcune combinazioni non rappresentano direttamente un carattere.
Servono per cambiare “pagina” della tabella.
Abbiamo:
LTRS — Letters
e:
FIGS — Figures.
In modalità LTRS una determinata sequenza significa una lettera.
In modalità FIGS la stessa sequenza può significare un numero o un simbolo.
È concettualmente simile al tasto SHIFT di una tastiera.
Un esempio
Supponiamo di voler scrivere:
CQ IZ1XBB
Le lettere vengono trasmesse normalmente.
Quando compare il numero:
1
il sistema deve passare opportunamente alla tabella figure.
Successivamente deve ritornare alla tabella lettere per continuare.
I software moderni fanno tutto automaticamente.
L’operatore non se ne accorge quasi neppure.
Ma sotto il cofano il sistema continua a utilizzare questo elegantissimo meccanismo degli anni delle telescriventi.
Perché ogni tanto compaiono numeri strani?
Chi utilizza RTTY prima o poi vede qualcosa come:
CQ TEST 599 1%4
oppure una serie di simboli apparentemente assurdi.
Una delle cause può essere la perdita del carattere:
LTRS
oppure:
FIGS.
Il decoder rimane nella tabella sbagliata.
Il problema è particolarmente evidente quando il segnale è disturbato.
UOS — Unshift On Space
Per ridurre gli errori molti decoder utilizzano una funzione chiamata:
UOS — Unshift On Space.
L’idea è semplice.
Dopo uno spazio il decoder assume automaticamente che il testo ritorni alla modalità lettere.
Statisticamente è spesso corretto.
Questo aiuta molto quando un carattere LTRS è stato perso a causa di QRM o fading.
Start bit e stop bit
RTTY utilizza una trasmissione asincrona.
Il ricevitore non possiede un clock perfettamente sincronizzato continuamente con il trasmettitore.
Ogni carattere viene quindi incapsulato utilizzando:
- start bit;
- bit dati;
- stop.
Il ricevitore riconosce l’inizio del carattere, legge i cinque bit e poi attende il successivo.
È un principio che ritroveremo molti anni dopo anche nelle comunicazioni seriali dei computer.
Il carattere non contiene correzione degli errori
La RTTY tradizionale è estremamente semplice.
E questo rappresenta contemporaneamente:
la sua forza e la sua debolezza.
Non esiste una sofisticata correzione degli errori come nei modi digitali moderni.
Se il QRM distrugge un bit, il carattere può diventare un altro.
Per questo un segnale RTTY debole può produrre qualcosa del tipo:
CQ CQ DE I?1XB? IZ1?BB
L’operatore umano deve interpretare.
Il cervello è il correttore d’errore
Questa è una caratteristica affascinante dei vecchi modi digitali.
Leggendo:
C? TEST IZ1XB? 599 001
il nostro cervello ricostruisce facilmente:
CQ TEST IZ1XBB 599 001.
Non esiste Forward Error Correction.
La correzione avviene spesso nella testa dell’operatore.
FSK e AFSK: due modi per generare RTTY
Arriviamo ora a una delle distinzioni più importanti.
Possiamo trasmettere RTTY principalmente in due modi:
FSK
oppure:
AFSK.
Sembrano simili dal punto di vista del corrispondente.
Dal punto di vista della radio, però, sono differenti.
FSK vero
In FSK il trasmettitore cambia direttamente la propria frequenza portante fra:
- mark;
- space.
Il software invia alla radio il comando logico appropriato.
L’RTX genera direttamente lo shift RF.
Concettualmente:
software → keying FSK → sintetizzatore RTX → RF
Non stiamo inviando due toni audio in un trasmettitore SSB.
La radio genera direttamente le due frequenze RF.
AFSK
AFSK significa:
Audio Frequency Shift Keying.
Il software genera due toni audio.
Per esempio:
tono A → mark
tono B → space.
Questi vengono inviati all’ingresso audio di un trasmettitore SSB.
Il trasmettitore converte quindi quei toni in RF.
Schema:
software → scheda audio → RTX SSB → RF
È estremamente comodo perché praticamente qualsiasi radio SSB dotata di interfaccia audio può trasmettere RTTY.
Dal punto di vista del ricevitore sono equivalenti?
Se correttamente configurati, il ricevitore vedrà essenzialmente le due frequenze RF appropriate.
Quindi un corrispondente non deve necessariamente sapere se abbiamo utilizzato:
- FSK;
- AFSK.
Ciò che cambia è come abbiamo prodotto il segnale.
Vantaggi dell’FSK
L’FSK hardware presenta alcuni vantaggi:
- livello RF indipendente dal volume della scheda audio;
- minore rischio di distorsione audio;
- nessun problema di ALC causato da audio eccessivo;
- shift generato direttamente dall’RTX.
È una soluzione elegante quando l’apparato la supporta.
Vantaggi dell’AFSK
AFSK è estremamente versatile.
Serve soltanto:
- scheda audio;
- ingresso audio RTX;
- PTT/CAT.
Non abbiamo bisogno di una specifica porta FSK.
È quindi particolarmente semplice con i moderni RTX USB.
Lo svantaggio principale di AFSK
L’intera catena deve essere regolata correttamente.
Se inviamo troppo audio possiamo provocare:
- ALC;
- compressione;
- intermodulazione;
- splatter;
- segnale molto più largo del necessario.
La regola fondamentale è:
audio pulito e livello sufficiente, ma non eccessivo.
Non utilizzare il compressore microfonico
In RTTY AFSK non vogliamo:
- speech processor;
- equalizzazione vocale;
- compressione;
- effetti microfonici.
Questi sistemi sono progettati per la voce.
Possono deformare pesantemente i due toni RTTY.
Il waterfall RTTY
Aprendo un software digitale vedremo due tracce verticali.
Tipicamente:
MARK | SPACE
separate di circa:
170 Hz.
Per sintonizzare correttamente dobbiamo posizionare le due tracce sui marcatori visualizzati dal software.
Quando coincidono, il decoder inizia normalmente a produrre testo.
AFC
Molti programmi dispongono di:
AFC — Automatic Frequency Control.
Il software segue piccoli spostamenti del segnale.
È utile quando:
- l’RTX remoto deriva leggermente;
- il nostro ricevitore non è perfettamente stabile;
- il segnale si muove di pochi Hz.
Con radio moderne molto stabili il problema è meno importante rispetto al passato.
Software per RTTY
Oggi esistono numerosi programmi capaci di decodificare RTTY.
Fra i più conosciuti nel mondo radioamatoriale troviamo:
- Fldigi;
- MMTTY;
- MixW;
- MultiPSK;
- software contest che integrano motori RTTY.
MMTTY, in particolare, ha avuto un’enorme influenza nelle attività contest.
Fldigi rappresenta invece un’ottima soluzione multipiattaforma e multimodo.
Il decoder multiplo
Nel contesting avanzato alcuni operatori utilizzano più decoder contemporaneamente.
Per esempio:
MMTTY + decoder alternativo
sullo stesso segnale.
Perché?
Perché un carattere che un decoder sbaglia può essere corretto dall’altro.
Esempio:
Decoder A:
IZ1X?B
Decoder B:
IZ1XBB
L’operatore sceglie rapidamente la versione corretta.
RTTY contest
È probabilmente nel contesting che RTTY continua a mostrare tutta la propria vitalità.
Durante un contest una banda può riempirsi completamente di:
didididididididididididididi
Il suono caratteristico di mark e space diventa quasi ipnotico.
Il QSO è velocissimo.
Tipicamente:
CQ TEST IZ1XBB IZ1XBB
La stazione risponde.
Segue:
599 001
oppure un exchange specifico del contest.
Con macro ben configurate possono essere effettuati QSO molto rapidamente.
Perché RTTY è ottimo nei contest?
Perché combina:
- velocità ragionevole;
- semplicità;
- buona separazione fra segnali;
- possibilità di decodifica automatica;
- scambio standardizzato;
- enorme compatibilità fra software.
Non possiede l’efficienza weak-signal di FT8.
Ma non vuole averla.
RTTY è un modo pensato anche per:
operare velocemente.
Macro
Il contest operator non digita ogni volta:
TNX 599 001 IZ1XBB
Utilizza macro.
Per esempio:
F1 = CQ
F2 = exchange
F3 = TU
Con una singola pressione il programma trasmette la frase completa.
Questo trasforma il QSO RTTY contest in una sequenza estremamente efficiente.
RTTY e SSB: attenzione alla potenza media
Questo è un punto importantissimo.
Un segnale vocale SSB presenta una potenza media molto inferiore rispetto ai picchi.
Parliamo.
Facciamo pause.
La forma d’onda varia continuamente.
RTTY, invece, mantiene continuamente RF durante la trasmissione passando da mark a space.
Il carico termico sull’apparato può quindi essere molto maggiore.
Non significa che possiamo sempre trasmettere alla potenza massima
Se il manuale dell’RTX indica limitazioni specifiche per:
- RTTY;
- digital modes;
- continuous carrier operation;
dobbiamo rispettarle.
Lo stesso vale per:
- amplificatori;
- accordatori;
- alimentatori.
Amplificatore lineare
Con AFSK attraverso SSB l’amplificatore deve lavorare in regione lineare.
Non dobbiamo cercare di spremere gli ultimi watt entrando in compressione.
Un segnale distorto può allargarsi e disturbare numerose stazioni adiacenti.
In un contest affollato è particolarmente fastidioso.
Il problema dell’ALC
L’ALC non è necessariamente il male assoluto, ma un intervento marcato può indicare che stiamo sovrapilotando la catena audio.
Una buona procedura con AFSK consiste nel:
- ridurre l’audio;
- mettere la radio in modalità appropriata;
- trasmettere;
- aumentare gradualmente l’audio;
- fermarsi prima di produrre evidente compressione o splatter.
Un controllo con SDR o secondo ricevitore è estremamente utile.
Filtro IF
RTTY occupa una larghezza relativamente modesta.
Possiamo quindi utilizzare filtri più stretti rispetto alla normale SSB.
Per esempio, a seconda dell’apparato e della situazione:
- 500 Hz;
- 300 Hz;
- filtri dedicati RTTY.
Ma non dobbiamo esagerare.
Se il filtro è troppo stretto potremmo tagliare una delle due componenti mark/space.
Twin Peak Filter
Alcuni ricevitori o software offrono filtri specifici con due picchi centrati sulle due frequenze RTTY.
Invece di mantenere tutto lo spettro compreso fra mark e space, enfatizzano soprattutto le due componenti utili.
È una tecnica particolarmente interessante in condizioni di QRM.
Normal e Reverse
Prima o poi capita.
Vediamo due tracce perfette.
Il segnale è forte.
Ma il decoder stampa:
XQ%#@AJB
La prima cosa da provare è:
REVERSE.
Se mark e space sono invertiti, la decodifica diventa incomprensibile anche se il segnale è perfetto.
RTTY sulle bande HF
La RTTY rientra generalmente nei segmenti destinati ai modi digitali/narrow-band secondo i band plan applicabili.
Per gli operatori italiani il riferimento generale è il band plan IARU Regione 1, fermo restando che il band plan non sostituisce la normativa nazionale.
IARU Region 1 definisce fra i “narrow band modes” anche RTTY e altri modi con larghezza entro i limiti previsti per il relativo segmento.
Prima di chiamare dobbiamo quindi verificare il segmento della banda utilizzata.
Dove ascoltare?
Storicamente esistono aree di attività molto note, ma è preferibile non trattarle come canali rigidi.
La migliore procedura è:
- consultare il band plan corrente;
- osservare il waterfall;
- cercare le tipiche coppie mark-space;
- ascoltare prima di trasmettere.
Durante i grandi contest non sarà difficile capire dove si trova l’attività RTTY.
Il waterfall può diventare letteralmente pieno di segnali.
RTTY e frequenza visualizzata
Qui nasce spesso confusione.
Il display della radio può indicare:
14.085,000 MHz
ma le frequenze effettive mark e space dipendono da:
- modalità USB/LSB;
- offset audio;
- configurazione FSK;
- pitch;
- software.
Per questo due operatori possono descrivere apparentemente la stessa trasmissione con frequenze leggermente differenti.
Quando lavoriamo seriamente in digitale dobbiamo capire se il software mostra:
- frequenza dial;
- frequenza audio;
- frequenza RF mark;
- centro del segnale.
Perché una RTTY produce due righe?
Perché non stiamo trasmettendo una serie di toni arbitrari.
Il sistema utilizza soltanto due stati principali.
Sul waterfall avremo quindi una riga per:
MARK
e una per:
SPACE.
La distanza corrisponde allo shift.
È probabilmente uno dei segnali digitali più facili da riconoscere visualmente.
Che cosa sente l’orecchio?
RTTY possiede un suono inconfondibile.
Due toni che si alternano rapidamente:
dididididididididididi
Dopo un po’ di esperienza è possibile riconoscerla immediatamente anche senza waterfall.
I vecchi operatori arrivavano addirittura a percepire ad orecchio alcuni problemi di:
- shift;
- velocità;
- polarità;
- distorsione.
Perché RTTY sopravvive?
Questa è probabilmente la domanda più interessante.
Oggi abbiamo modi molto più sofisticati:
- FT8;
- Olivia;
- MFSK;
- JS8;
- PSK;
- VARA;
- sistemi con FEC.
Perché utilizzare ancora un protocollo basato su un codice a 5 bit vecchio di decenni?
La risposta è probabilmente:
perché funziona ed è divertente.
È semplice.
È immediato.
È completamente comprensibile.
È supportato praticamente ovunque.
E soprattutto possiede una fortissima cultura radioamatoriale alle proprie spalle.
Nessuna “magia” nascosta
RTTY è anche magnificamente educativa.
Possiamo capire quasi tutto ciò che accade.
Abbiamo:
- carattere;
- codifica a cinque bit;
- start/stop;
- mark/space;
- shift di frequenza;
- RF;
- ricevitore;
- decoder.
Non servono algoritmi quasi incomprensibili o codici FEC estremamente complessi.
È un eccellente modo per imparare i principi fondamentali delle comunicazioni digitali.
RTTY versus PSK31
PSK31 utilizza la fase invece dello shift di frequenza e occupa una banda estremamente stretta.
RTTY è più larga.
Ma possiede alcune caratteristiche apprezzate soprattutto nel contesting:
- rapidità;
- robustezza operativa;
- semplicità;
- ottimi software;
- facile tuning.
RTTY versus FT8
Sono modi praticamente opposti.
FT8:
- messaggi fortemente strutturati;
- sensibilità enorme;
- slot temporali;
- QSO quasi automatico.
RTTY:
- testo libero;
- segnale relativamente forte necessario;
- comunicazione immediata;
- nessun ciclo temporale obbligatorio equivalente;
- operatore molto più coinvolto.
Non ha quindi senso chiedersi quale dei due sia “migliore”.
Servono a esperienze radio completamente differenti.
RTTY versus JS8Call
Il confronto con l’articolo precedente è ancora più interessante.
Entrambi permettono testo.
Ma RTTY privilegia:
immediatezza e velocità.
JS8Call privilegia:
robustezza weak-signal e networking.
Con un segnale forte una conversazione RTTY è estremamente naturale.
Con segnali sepolti nel rumore JS8Call può continuare a decodificare quando RTTY ha già smesso da tempo di produrre testo leggibile.
Un primo QSO RTTY
Una volta configurato correttamente tutto possiamo provare un collegamento semplice.
Prima ascoltiamo.
Troviamo un segnale RTTY.
Allineiamo mark e space.
Verifichiamo che il testo venga decodificato.
Poi individuiamo una frequenza libera nel segmento appropriato.
Possiamo chiamare:
CQ CQ CQ DE IZ1XBB IZ1XBB IZ1XBB K
Un corrispondente risponde.
A quel punto possiamo effettuare una vera conversazione testuale.
Per esempio:
IK2ABC DE IZ1XBB
GM MARCO TNX FOR CALL
UR RST 599 599
NAME PIER PAOLO
QTH TORTONA
HW COPY?
Non siamo obbligati alle macro da contest.
RTTY rimane un modo keyboard-to-keyboard.
Il fascino della telescrivente virtuale
Osservare sul monitor la frase che compare carattere dopo carattere ha ancora oggi qualcosa di particolare.
Non arriva tutto il messaggio in blocco come in un’app moderna.
Vediamo:
C
poi:
CQ
poi:
CQ D
poi:
CQ DE
e finalmente:
CQ DE IZ1XBB
È quasi come osservare una telescrivente meccanica invisibile che batte sul foglio.
Un esperimento interessante con un SDR
Possiamo utilizzare un SDR per osservare la nostra trasmissione.
Vedremo chiaramente:
MARK ┃ ┃ SPACE
separati dallo shift previsto.
Confrontando:
- trasmissione corretta;
- audio troppo alto;
- amplificatore in compressione;
si impara immediatamente quanto un cattivo settaggio possa sporcare il segnale.
È un esercizio didattico eccellente.
Ricezione diversity e due decoder
Chi vuole spingersi oltre può utilizzare:
- SDR;
- due slice receiver;
- due decoder differenti.
In contest questa tecnica può aumentare notevolmente la capacità di estrarre callsign difficili.
È un perfetto esempio di come una modalità antichissima possa beneficiare di tecnologie SDR modernissime.
RTTY e SDR
Con un ricevitore SDR possiamo vedere decine di stazioni contemporaneamente.
Questo cambia completamente il modo di operare rispetto agli anni delle telescriventi.
Possiamo:
- cliccare direttamente sul segnale;
- vedere il QRM;
- misurare lo shift;
- analizzare splatter;
- confrontare livelli.
La modulazione è antica.
Gli strumenti con cui la utilizziamo sono modernissimi.
Errori comuni del principiante
Audio troppo alto
Produce ALC e splatter in AFSK.
Reverse sbagliato
Mark e space invertiti danno testo incomprensibile.
Modalità RTX errata
Può invertire la polarità o spostare le frequenze.
Processor acceso
Può deformare i toni AFSK.
Potenza eccessiva per troppo tempo
RTTY sottopone RTX e amplificatori a un carico medio importante.
Filtro troppo stretto
Può eliminare mark o space.
Trasmettere senza controllare il band plan
RTTY deve essere utilizzata nei segmenti appropriati.
Una modalità semplice non significa una modalità banale
A prima vista RTTY sembra elementare:
due frequenze e cinque bit.
Ma dietro questa semplicità possiamo studiare moltissimi concetti:
- codifica;
- modulazione FSK;
- shift;
- sincronismo asincrono;
- filtri;
- SNR;
- demodulazione;
- propagazione;
- linearità;
- gestione audio;
- contesting.
È quasi un laboratorio completo di radiocomunicazioni digitali.
Dal Baudot al DSP
La cosa più affascinante rimane però il salto storico.
Un operatore degli anni Cinquanta avrebbe potuto utilizzare:
- trasmettitore valvolare;
- convertitore;
- telescrivente meccanica.
Noi oggi possiamo utilizzare:
- RTX SDR;
- USB;
- computer;
- waterfall;
- decoder DSP.
Eppure le due stazioni potrebbero, almeno dal punto di vista fondamentale del segnale RTTY, parlare la stessa lingua.
Pochissimi sistemi digitali informatici possono vantare una continuità tecnologica simile.
Conclusioni
RTTY è un’anomalia affascinante nel mondo tecnologico moderno.
È lenta rispetto ai sistemi di trasmissione dati contemporanei.
Non possiede sofisticati algoritmi di correzione degli errori.
Utilizza un codice a cinque bit.
Trasmette informazioni spostandosi semplicemente fra due frequenze.
Eppure, dopo decenni, continuiamo a sentirla sulle bande radioamatoriali.
Perché?
Perché rimane:
- semplice;
- efficace;
- divertente;
- educativa;
- perfetta per il contesting;
- ideale per una vera comunicazione keyboard-to-keyboard.
Ma soprattutto perché rappresenta un collegamento diretto con la storia delle telecomunicazioni.
Ogni volta che vediamo sul waterfall quelle due linee separate di 170 Hz stiamo utilizzando una tecnologia nata nell’epoca delle telescriventi meccaniche, passata attraverso valvole, filtri analogici e terminal unit, arrivata fino agli SDR e al DSP.
Il computer è cambiato.
La radio è cambiata.
Il modo di visualizzare il segnale è cambiato.
Ma il principio resta magnificamente semplice:
MARK.
SPACE.
Cinque bit.
E dall’altra parte del mondo compare una frase sullo schermo.

